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    Filtri LTE FE100-7/LTE: a norma CEI

    Una rassegna di riflessioni dedicate ai vari componenti dell’impianto e utili a comprendere meglio il fenomeno LTE. Il nuovo filtro FE100-7/LTE che soddisfa i parametri CEI 100-7.


    Volume: SITV_01_13 - Pagine: da 126 a 127

    A tutt’oggi il numero di utenti abbonati ai servizi LTE a 800 MHz è molto basso, ma questo numero è destinato a crescere notevolmente nel prossimo futuro. Laddove si crede di aver risolto il problema con l’installazione di un filtro non a norma, quasi sicuramente occorrerà tornare a mettere mani sull’impianto successivamente. Infatti, con l’aumento degli utenti della nuova rete LTE aumenterà anche l’intensità dei segnali interferenti: ciò renderà insufficiente l’azione di quei filtri, obbligando ad un nuovo adeguamento degli impianti con le prevedibili rimostranze da parte dei clienti. Il nuovo filtro FE100-7/LTE di Fait, invece, soddisfa le norme CEI e viene considerato risolutivo delle eventuali problematiche. A meno che l’impianto di ricezione non presenti aspetti deficitari, sui quali è d’obbligo intervenire. Ecco alcune utili riflessioni, dedicate ai vari componenti dell’impianto di ricezione TV.



    Il filtro di uplink

    Nella banda di uplink LTE, durante il collegamento alla rete, trasmettono gli smartphone, tablet, chiavette LTE. I segnali emessi da questi device, in generale, si accoppiano all’impianto di ricezione TV non attraverso l’antenna, in generale molto distante, bensì in qualsiasi punto della rete di distribuzione, attraverso i cavi di discesa dei segnali, i derivatori, i partitori, le prese TV e la bretella di collegamento al televisore.
    In molti casi verrà così richiesto di proteggere l’impianto anche dai segnali di uplink potenzialmente entranti, come appena detto, in ogni punto della rete. Questo può essere ottenuto sostituendo cavi coassiali, dispositivi passivi di distribuzione, prese e bretelle con analoghi ad alta schermatura.
    Inoltre, bisogna inserire all’ingresso RF del televisore o del decoder digitale un filtro LTE domestico detto ‘di uplink’. Il filtro LTE domestico è molto più semplice da realizzare e pertanto è più economico rispetto al filtro principale dell’impianto (norme CEI, collegato all’ingresso del centralino TV).
    Dato che i segnali UHF nel percorso dall’antenna al televisore attraversano i due filtri, se questi fossero entrambi a norma CEI la curva di attenuazione complessiva sarebbe la curva del filtro di down link con il doppio di attenuazione.
    Anche la disequalizzazione sul canale C60 raddoppierebbe e quindi la serie dei due filtri in cascata degraderebbe il segnale rendendolo non sintonizzabile.
    Il filtro di uplink, quindi, deve avere una curva differente che si presenta abbastanza piatta in prossimità del canale C60 ed inizia ad attenuare gradualmente ad una frequenza maggiore sino ad avere una attenuazione sufficiente in banda di uplink, ovvero la banda in cui i terminali 4G domestici possono interferire col sistema TV.



    Le antenne

    La situazione può diventare critica quando si installano antenne col filtro LTE incorporato. Se le sezioni dei filtri non rispondono alle normative non sarà più possibile migliorare la ricezione del canale 60 e di quelli immediatamente antecedenti, perché il segnale è degradato all’interno dei componenti che dovranno gioco forza essere sostituiti.
    Per assurdo il segnale in uscita da un’antenna non LTE può essere opportunamente trattato tramite filtro ad hoc, mentre quello in uscita da un’antenna LTE, se alterato, non potrà più essere recuperato, a patto che non si sostituisca l’antenna stessa.
    Tali ragionamenti hanno indotto lo staff tecnico di Fait ad adottare una soluzione che rispetta i seguenti requisiti fondamentali:

    a) l’antenna LTE è limitata superiormente in banda in modo tale da attenuare una parte dei segnali LTE interferenti. La nuova gamma di antenne Fait LTE pertanto riduce il fenomeno di intermodulazione all’interno dei componenti di amplificazione dell’impianto TV;

    b) la nuova gamma di antenne Fait LTE preserva il canale C60, almeno fino a quando sarà occupato da frequenze televisive, sia in termini di attenuazione sia in termini di disequalizzazione.

    Rispettando questi due requisiti, l’antenna LTE di Fait ne permette l’impiego in ogni situazione come, ad esempio, nel caso di segnali interferenti bassi, dove il filtro interno alla stessa antenna è sufficiente a mitigare le interferenze ed il caso peggiore in cui i segnali interferenti sono molto intensi ed è richiesta l’installazione del filtro certificato CEI.
    In quest’ultimo caso, infatti, l’antenna LTE Fait è compatibile con l’installazione del filtro a norma poiché rispetta il sopraddetto requisito b).



    I centralini

    Per i centralini la situazione è simile a quella delle antenne. Il criterio di progettazione dei centralini LTE di Fait è del tutto analogo a quello seguito per le antenne, ovvero: laddove è sufficiente il solo filtro interno i centralini funzionano senza problemi, ma all’occorrenza è sempre possibile aggiungere un filtro a norma senza la necessità di ri-sostituire il centralino LTE precedentemente installato. Un’altra caratteristica molto importante dei centralini TV prodotti da Fait è l’elevata separazione in banda UHF tra le bande IV e V. Questo fa sì che nel caso si abbia la necessità di ricevere i segnali con le tre antenne separate di banda III, IV e V è sufficiente l’installazione, laddove necessario, di un solo filtro a norma posto all’ingresso della banda V. Nel caso di installazione di centralini TV con scarsa separazione in banda UHF è necessario installare un filtro all’ingresso della banda IV ed uno all’ingresso di banda V e dato che i filtri a norma hanno un costo significativo questo rende anti-economico l’installazione di centralini economici e tecnicamente di bassa qualità.



    Il connettore CaP

    A corredo, vengono forniti i connettori CaP su qualsiasi prodotto: il CaP è certificato come connettore con schermatura in Classe A++, nonostante possa sembrare (essendo completamente plastico), un connettore non schermato e di bassa qualità. Anche i cavi coassiali distribuiti da Fait, con calza almeno al 95% di copertura, sono adeguato per un impianto centralizzato di elevata qualità. Infine, si deve prestare molta attenzione anche ai componenti della distribuzione, come partitori e divisori, oltre a connettori e alle bretelle che collegano il TV/decoder alla presa di utente.



    Problema LTE le questioni aperte

    – Cosa significa caratterizzazione LTE se non c’è aderenza alla Tabella CEI 100-7?
    – Il return loss in uscita c’è o non c’è?
    – Se il canale 60 viene progressivamente “svuotato” da segnali televisivi, ad iniziare dalla Sicilia, verranno modificate le caratteristiche del filtro LTE ?
    – Si devono normare anche le caratteristiche del filtro di uplink?



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